AVVENTO 2025
Con il tempo di Avvento si apre un nuovo anno liturgico.
Ogni anno liturgico ci permette di rivivere gli eventi della Salvezza riferiti alla vita di Gesù Cristo: dal mistero dell’incarnazione all’evento della Pasqua, fino alla proclamazione di Cristo Re dell’universo.
Per ciascuno di noi e per le nostre comunità si presenta una nuova occasione di conversione, di crescita nella fede, nella speranza e nella carità.
Stiamo per avvicinarci alla conclusione dell’anno giubilare, un anno che ci ha dato la possibilità di riflettere, approfondire, sperimentare la speranza, una virtù che proprio nel Natale assume un volto, quello di Gesù che nasce nella storia per aprirci la via della vita.
I nostri cammini continuano, arricchiti di tanti doni ricevuti e con la responsabilità di farci portatori di speranza, costruttori di pace.
Proprio in questo anno appena trascorso abbiamo intensificato la preghiera per la pace, a seguito dei numerosi conflitti (61) presenti nel mondo, che provocano vittime, dolore, distruzione.
Continua il nostro impegno a sostegno della pace attraverso la preghiera e l’esercizio del disarmo, di pensieri, parole e azioni, a partire dai contesti più prossimi della nostra ferialità.
In questo sussidio, strumento per la preghiera quotidiana, vi proponiamo la lettura dei primi due capitoli dell’Esortazione Apostolica Dilexit Te, scritta da papa Leone, con la volontà di portare a compimento un testo che già era nell’intenzione di papa Francesco, un testo che ci parla dell’amore controcorrente di Dio.
L’immagine di copertina rappresenta il sogno di Giuseppe, in cui l’angelo lo esorta a prendere Maria come sposa e a riconoscere in Gesù l’Emmanuele, il Dio con noi.
Ci auguriamo in questo tempo liturgico di poter essere svegliati, come Giuseppe, dalla Buona Notizia, accogliendola con cuore deciso.
Un caro augurio di pace a tutti voi.
Gruppo di riflessione della Liturgia, Pieve di Scandiano
COME PREGARE
Ti suggeriamo di prenderti ogni giorno un po’ di tempo per la preghiera, cercando il silenzio e la calma. Puoi creare un luogo in cui tenere una candela da accendere e un segno di fede (può essere un’immagine di Gesù).
Ti consigliamo di iniziare la preghiera con un segno di croce e uno degli inni riportati di seguito; di leggere con calma i testi;
Abbiamo lasciato qualche riga vuota perché tu possa scrivere una parola del Vangelo che ti ha colpito, un pensiero che vuoi custodire o una domanda che si è accesa in te.
Alla fine puoi prolungare la tua preghiera in modo spontaneo, concludendo con il Padre nostro, l’Ave Maria.
Al termine della preghiera puoi invocare su di te e sulle persone che hai a cuore la benedizione di Dio con le parole:
Ci doni la sua pace e ci benedica Dio, grande nell’amore, che è Padre, Figlio e Spirito Santo.
Inni per la preghiera
| Prima settimana di Avvento | ||
| Risplenda nella notte una gran luce Risplenda nella notte una gran luce, discenda nel deserto la rugiada, getti virgulti il ceppo inaridito e germini la terra il Salvatore. Esulta d’allegrezza, o tu che piangi, perché il tuo Dio sta per venirti incontro; alto risuona un grido nel deserto: “La strada preparate al Dio che viene”. |
Al lungo desiderio delle genti risponderà un Dio fatto bambino, ed uscirà dal grembo di donna colui che regge tutto l’universo. Il mondo intero è vigile, in attesa che l’ombra della notte si diradi; alzate il vostro capo, e contemplate: all’orizzonte già si leva Cristo A lui, ch’è il vero sole di giustizia cantiamo nell’avvento della vita, desiderando l’ultimo ritorno che tutti ci consumi nell’Amore. Amen! |
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Domenica 7 dicembre
Dal vangelo secondo Matteo 3, 1-12
In quei giorni, venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaìa quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!». E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico. Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro di voi: “Abbiamo Abramo per padre!”. Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell’acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
“La scure è posta alla radice degli alberi che non danno buon frutto”.
Dopo 2000 anni di cristianesimo ci può venire in mente che questi alberi sono ancora troppo numerosi, nonostante la testimonianza di Gesù e dei tanti santi che sono seguiti! E noi, ed io, che albero sono?
L’amato papa Francesco mi invita a non scoraggiarmi e dice: “Quando senti la tentazione di invischiarti nella tua debolezza, alza gli occhi al crocefisso e digli: Signore io sono un poveretto, ma tu puoi compiere il miracolo di rendermi un poco migliore”
ESORTAZIONE APOSTOLICA DILEXI TE DEL SANTO PADRE LEONE XIV SULL’AMORE VERSO I POVERI
10. In questo senso, si può dire che l’impegno a favore dei poveri e per rimuovere le cause sociali e strutturali della povertà, pur essendo diventato importante negli ultimi decenni, rimane sempre insufficiente; anche perché le società in cui viviamo spesso privilegiano criteri di orientamento dell’esistenza e della politica segnati da numerose disuguaglianze e, perciò, a vecchie povertà di cui abbiamo preso coscienza e che si tenta di contrastare, se ne aggiungono di nuove, talvolta più sottili e pericolose. Da questo punto di vista, è da salutare con favore il fatto che le Nazioni Unite abbiano posto la sconfitta della povertà come uno degli obiettivi del Millennio.