QUARESIMA 2026
Ti doniamo questo sussidio sperando possa esserti di aiuto nella preghiera quotidiana. É ormai tradizione che oltre al Vangelo, al commento e alle preghiere ci siano in queste pagine anche alcune righe di approfondimento su temi che riguardano il cammino della Chiesa. In questo sussidio, strumento per la preghiera quotidiana, vi proponiamo la lettura dell’Esortazione Apostolica Dilexit Te, scritta da papa Leone, con la volontà di portare a compimento un testo che già era nell’intenzione di papa Francesco, un testo che ci parla dell’amore controcorrente di Dio. Dopo aver letto i primi due capitoli nel sussidio di avvento ora riportiamo il capitolo 4 che offre un’analisi e un approfondimento della povertà nel contesto recente e attuale. Buon cammino!
Gruppo di riflessione della Liturgia, Pieve di Scandiano
PROPOSTE DI QUARESIMA
Vi ricordiamo alcuni appuntamenti che vorremmo proporvi di vivere insieme come comunità della Pieve per cominciare il cammino della quaresima e celebrare la Pasqua del Signore
Mercoledì 18 febbraio
ore 21.00 in Santa Teresa: celebrazione dell’eucarestia animata dai gruppi giovani, con imposizione delle ceneri
Venerdì 27 febbraio
ore 21.00 in San Giuseppe: liturgia penitenziale e celebrazione comunitaria del sacramento della penitenza
Venerdì Santo 3 aprile
ore 20.30 in Chiesa grande Liturgia della Croce con processione
Sabato Santo 4 aprile
Veglia pasquale ore 21.30 in S. Teresa
Vespri di quaresima
Ogni sabato, a partire dal 21 febbraio alle ore 18.30 in San Giuseppe, preghiera di Vespro
Via Crucis
Ogni venerdì, dalle 18.30 alle 19.30, preghiera e meditazione sulle stazioni della via crucis presso il Centro Diocesano di Spiritualità Biblica “Montevangelo” (Chiesa di Ventoso) via Montevangelo,13
Celebrazione del Sacramento del perdono
Ogni sabato mattina dalle 9.15 alle 11.30,
Ogni giovedì sera dalle 21.30 alle 22.30,
(dopo la messa delle ore 20.45)
COME PREGARE
Ti suggeriamo di prenderti ogni giorno un po’ di tempo per la preghiera, cercando il silenzio e la calma. Puoi creare un luogo in cui tenere una candela da accendere e un segno di fede (può essere un’immagine di Gesù).
Ti consigliamo di iniziare la preghiera con un segno di croce e uno degli inni riportati di seguito; di leggere con calma i testi;
Abbiamo lasciato qualche riga vuota perché tu possa scrivere una parola del Vangelo che ti ha colpito, un pensiero che vuoi custodire o una domanda che si è accesa in te.
Alla fine puoi prolungare la tua preghiera in modo spontaneo, concludendo con il Padre nostro, l’Ave Maria.
Al termine della preghiera puoi invocare su di te e sulle persone che hai a cuore la benedizione di Dio con le parole: Ci doni la sua pace e ci benedica Dio, grande nell’amore, che è Padre, Figlio e Spirito Santo.
INNI PER LA PREGHIERA
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Protési alla gioia pasquale, La legge e i profeti annunziarono Sia parca e frugale la mensa, |
Forti nella fede vigiliamo Sia lode al Padre onnipotente, |
oppure
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Nella santa assemblea, Dall’ira del giudizio Ricorda che ci plasmasti |
Perdona i nostri errori, Sia lode al Padre altissimo, |
Sabato della settimana santa 4 aprile: Matteo 28, 1-10
Dopo il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare la tomba. Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte. L’angelo disse alle donne: “Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: “È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete”. Ecco, io ve l’ho detto”. Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: “Salute a voi!”. Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: “Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno”.
Cosa ti colpisce del Vangelo e/o quale buona notizia cogli?
Le donne sono le protagoniste principali di questo brano. Vicine a Gesù lungo la strada, alla croce e al momento della sepoltura, non si allontanano da Lui nemmeno dopo la morte. Dopo il sabato Maria di Magdala e l’altra Maria si recano al sepolcro. Lì l’angelo dice loro: Non abbiate paura, Gesù è risorto come aveva detto.
Davanti a una tomba vuota sentono parole di vita. Andate ad annunciare ai discepoli: è risorto!
E poi incontrano Gesù, l’autore di speranza, che conferma l’annuncio e dice: “Rallegratevi, non temete, non abbiate paura”. Le donne iniziano così il faticoso cammino del ricordare, del rivivere le parole di Gesù come affidabili. In loro nasce la fede: convertire il proprio modo di guardare e cercare. Ricordare le parole di Gesù, interpretando tutto alla luce della tomba vuota, subito sentono in loro la spinta, il desiderio, la forza di annunciare l’evento, la buona notizia pasquale della resurrezione di Gesù ai discepoli impauriti e chiusi. La fede poggia, sull’esperienza di un incontro personale con il Risorto.
La novità di questo incontro è che Gesù chiama i discepoli “miei fratelli”. La loro fuga non ha messo fine all’amicizia e alla comunione con Gesù. L’ultima parola, infatti, non è la debolezza o la fragilità della carne dei discepoli e nostra, ma la forza dell’amore di Gesù che trasfigura i rapporti e chiede di rinnovare la fraternità. Ecco l’annuncio Pasquale annuncio di speranza.
È un invio: andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea dice Gesù. Vi precede in Galilea dice l’angelo. Il Signore ci precede, cammina davanti a noi, è la Luce che guida i passi delle nostre vite. Spetta a noi ritornare e ricordarci di essere stati amati e chiamati ad annunciare che Gesù è veramente Risorto!
ESORTAZIONE APOSTOLICA DILEXI TE DEL SANTO PADRE LEONE XIV SULL’AMORE VERSO I POVERI
119. L’amore e le convinzioni più profonde vanno alimentate, e lo si fa con gesti. Rimanere nel mondo delle idee e delle discussioni, senza gesti personali, frequenti e sentiti, sarà la rovina dei nostri sogni più preziosi. Per questa semplice ragione come cristiani non rinunciamo all’elemosina. Un gesto che si può fare in diverse maniere, e che possiamo tentare di fare nel modo più efficace, ma dobbiamo farlo. E sempre sarà meglio fare qualcosa che non fare niente. In ogni caso ci toccherà il cuore. Non sarà la soluzione alla povertà nel mondo, che va cercata con intelligenza, tenacia, impegno sociale. Ma noi abbiamo bisogno di esercitarci nell’elemosina per toccare la carne sofferente dei poveri.